Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.
~ Gesù (Matteo 5:7)
NUCLEO (Il cuore del messaggio):
Tutte le relazioni serie fra persone umane, quindi per loro natura imperfette, richiedono una costante e amorosa dedizione alla misericordia — vale a dire una grande e sincera compassione verso coloro che falliscono e hanno bisogno di perdono. Gesù ci ricorda che la misericordia che riceviamo da Dio ci chiede di passare il favore.
Senza misericordia, tutte le relazioni si disintegrerebbero.
Mostrare ripetutamente misericordia — specialmente sotto forma di perdono, offerto alle nostre sorelle e ai nostri fratelli nella comunità di fede in Cristo — sarà un tema centrale negli insegnamenti di Gesù e dei padri della Chiesa (per es.: Luca 6:37-38). Con questa benedizione Gesù pianta il primo seme di questo tema centrale.
Il primo test di obbedienza all’etica di Gesù non è se l’obbedienza rende una persona moralmente più forte, ma se lo rende al tempo stesso misericordiosamente più tenero. ~ Frederick Dale Bruner (The Christbook).
Misericordiosi. Essere misericordiosi (in greco, eleos=misericordia,compassione) può avere un valore passivo o attivo, quindi significa offrire o ricevere misericordia. Nel senso attivo, la misericordia è offrire un dono a qualcuno che ne ha bisogno (vedi Salmo 86:15-16; Isaia 30:18; Ezechiele 39:25; Marco 10:47; Luca 18:38). Passivamente, la misericordia è il cancellare una punizione meritata o un debito (vedi Esodo 34:6-7; Isaia 55:7; Matteo 18:21-35). Quindi un mendicante per strada può chiedere ad un passante: “abbi misericordia di me” chiedendo l’elemosina, e un criminale può dire al giudice prima della sentenza “abbi misericordia di me”, chiedendo in essenza di NON ricevere la meritata punizione. Ma misericordia quindi include la COMPASSIONE per chi soffre e il PERDONO per chi è colpevole. La misericordia è la forma che prende l’amore quando viene espresso verso qualcuno in estremo bisogno. La misericordia può essere motivata dal vedere il valore e la fragilità di una persona che ne ha bisogno, o può scaturire spontaneamente come tratto caratteriale di una persona. Questo descrive Dio, Colui che è per natura misericordioso e conosce e tiene conto della nostra fragilità umana (Salmo 86:15; 103; 145:9; Luca 1:76-78).
La misericordia è sempre connessa ad un’estrema espressione d’amore. Questa parola greca (eleos) è sempre la traduzione della parola ebraica hesed, che a sua volta, si riferisce di solito all’amore incondizionato, compassionevole e leale di Dio. Hesed è simile alla parola agapé che il Nuovo Testamento usa per riferirsi all’amore di Dio. Quindi, riassumendo, la misericordia come la vediamo nelle Scritture, è una sorta di amore incondizionato e leale che viene espresso in modi gentili verso persone che ne hanno bisogno. Gesù stesso ha detto ai leader religiosi di quel tempo: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Ora andate e imparate che cosa significhi: “Voglio misericordia e non sacrificio”; poiché io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori» (Matteo 9:12-13). Dio vuole misericordia (relazioni accoglienti, amorevoli, disposte a risanare le ferite) piuttosto che sacrificio (la punitiva macchina della giustizia religiosa). La misericordia è il cuore pulsante della comunione Cristiana.
Loro. La struttura grammaticale nel greco originale enfatizza il pronome “loro” per indicare che ci si riferisce a “loro e soltanto loro”. In altre parole in questa verità è implicita anche la realtà opposta e simmetrica —i non misericordiosi, coloro che non perdonano, non riceveranno misericordia. Questo è coerente con quel che Gesù insegna più avanti nel Sermone della Montagna e in altre parti del vangelo, come per esempio con la parabola del Servo Spietato (Matteo 18:21-35), dove troviamo una persona che era stata precedentemente perdonata che si rifiuta di perdonarne un’altra e a cui come conseguenza viene revocato il precedente perdono. Sembra che essere misericordiosi non è una condizione per ricevere la misericordia di Dio, ma al tempo stesso se la riceviamo, Dio si aspetta che la diamo agli altri.
Misericordia sarà fatta. Qui in greco viene usata una sola parola: eleeō, (sono quattro sillabe), che significa ricevere misericordia. Questa è l’unica Beatitudine dove la promessa corrisponde precisamente alla qualità della persona — quello che diamo, riceviamo. Questo è il principio di semina e raccolta, il mietere quello che seminiamo (vedi anche 2 Samuele 22:26-27; Salmo 18:25-26; Proverbi 19:17; 26:27; Luca 6:37-38; 2 Corinzi 9:6; Galati 6:7-8; Giuda 1:21). Questa è la cosa più vicina al concetto del karma che troviamo nelle Scritture (eccetto che per l’intervento della grazia che può stravolgere tutto splendidamente). Gesù ci dice che quello che gettiamo agli altri ci ritorna indietro come un boomerang.
COMMENTARIO (Pensieri sul significato e applicazione):
È evidente che Gesù, mentre era sulla terra, non mostrasse mai una visione utopistica della sua futura Chiesa, ma dedicasse una gran parte dei suoi insegnamenti a come il suo Movimento Messianico avrebbe dovuto rispondere ai fallimenti i disaccordi, le distrazioni e ai peccati dei suoi membri. In verità, la misericordia è sempre stato un valore vitale per la comunità cristiana. Non possiamo essere uniti come famiglia amorevole — secondo la visione che Gesù ha dato per la sua Chiesa — senza covoni di misericordia gli uni verso gli altri.
Pensate alla prima generazione di credenti. Romani ed Ebrei si stavano convertendo e unendosi in una comunione spirituale come fratelli e sorelle. (2 Corinzi 5:16-17; Galati 3:26-29; Colossesi 3:11-14). Romani ed Ebrei, fianco a fianco, imparando ad essere famiglia. Romani ed Ebrei, persecutori e perseguitati, perpetratori e vittime, invasori e invasi, conquistatori e conquistati. I valori generati dall’amore agapé — misericordia e gentilezza, che portano a pentimento e perdono, che portano alla riconciliazione e restaurazione — erano tutti indisputabilmente, indispensabilmente, e fondamentalmente essenziali affinché Movimento di Gesù decollasse.
. Aggiungi a questo qualche Samaritano, alcuni Greci, un paio di leader religioni convertiti, ed alcuni noti peccatori, tutti mischiati in un bel calderone. E adesso, che tu sia Romano, Ebreo, o Samaritano, sei sopraffatto dalla comprensione che la “feccia umana” che hai odiato per tutta la vita è in realtà gente preziosa creata a immagine di Dio: i tuoi fratelli e sorelle spirituali.
Come potrebbe mai un tale movimento rimanere unito e cambiare il mondo?
Una sola parola: misericordia.
Gesù non ci dice che dobbiamo guadagnarci la misericordia di Dio mostrando prima di tutto noi stessi misericordia agli altri (in questo senso questo passo è spesso incompreso come anche i versetti in Matteo 6:14-15). Non ci guadagniamo la misericordia essendo misericordiosi, come non ci guadagniamo la salvezza salvando le persone.
Piuttosto, come Gesù rende chiaro altrove (ad es. Matteo 18:21-35), dovremmo mostrare misericordia perché abbiamo ricevuto misericordia e continueremo a ricevere misericordia ogni santo giorno che respiriamo. Ricordiamo, non perdoneremo mai qualcuno più di quanto Dio abbia già perdonato noi. Non offriremo mai a qualcuno più misericordia di quanto Dio ne abbia mostrato verso di noi. Il nostro compito è di accettare di essere stati già accettati, e poi di offrire quella stessa accettazione agli altri (Romani 15:7).
Conosciamo tutti la Regola d’Oro che Gesù insegna nel Sermone della Montagna: tratta gli altri come vorresti essere trattato tu (Matteo 7:12). E in un’altra occasione Gesù risponde a una domanda su quale sia il più grande comandamento nella Bibbia mettendo insieme i due comandamenti di amare Dio e amare il nostro prossimo come noi stessi (Matteo 22:34-40). Ma alla fine dei suoi anni di insegnamento, proprio prima della crocefissione, Gesù da ai suoi discepoli un upgrade sull’amore: la Regola di Platino. Gesù dice: Ora vi do un nuovo comandamento: amatevi a vicenda, amatevi come io vi amo (Giovanni 13:34). In altre parole, focalizzatevi su quanto voi siete già stati amati da me e, piuttosto che cercare di ripagare il mio amore, passate il favore. Il modo in cui mostriamo il nostro amore per Dio è passandolo ad altri che hanno bisogno dell’amore che abbiamo ricevuto da Dio (vedi anche Romani 15:7; Colossesi 3:13; 1 Giovanni 3:16; 4:19).
Ma se questi sono gli insegnamenti di Gesù perché i credenti non sono conosciuti per il loro essere misericordiosi? Perché ci sono delle forze che agiscono intorno e dentro la chiesa che spingono in una diversa direzione, per cui la pratica spirituale dell’essere misericordiosi richiede costante energia, impegno e il sostegno di una comunità di fede. Abbiamo bisogno gli uni degli altri perché ci ricordiamo dell’importanza di essere misericordiosi perché altrimenti naufragheremmo naturalmente in una diversa direzione.
La misericordia richiede il coraggio di andare controcorrente rispetto al mondo.
Mostrare misericordia può essere rischioso. Il Buon Samaritano (definito “Colui che mostrò misericordia” in Luca 10:37) mise la propria vita a rischio. Il suo esempio è una buona illustrazione di quanto rischioso può essere mostrare misericordia.
Essere misericordiosi può essere un rischio (fisicamente ed emozionalmente). La persona ferita sul ciglio della strada avrebbe potuto essere un’esca per un’imboscata lungo la strada. Allo stesso modo, quando il Samaritano portò l’uomo in un paese ebraico, corse il rischio di essere accusato di essere stato lui ad averlo picchiato e derubato. Le persone misericordiose sono spesso incomprese dalla gente e devono rimanere forti abbastanza da rischiare l’essere incompresi. La sicurezza fisica ed emotiva è spesso a rischio quando mostriamo misericordia.
Essere misericordiosi significa essere disposti a correre il rischio che altri si approfittino di noi. Forse l’uomo ferito sul ciglio della strada era un ubriacone cronico che era caduto dal suo cavallo. Forse aveva perso tutti i suoi soldi giocando d’azzardo, o in alcol, oppure altri vizi, e non era stato derubato. Forse aiutarlo gli avrebbe soltanto permesso di perpetrare la sua routine auto-distruttiva. Forse. Ma il misericordioso Samaritano è comunque benedetto. Si, ci si può approfittare delle persone misericordiose. Ma la persona misericordiosa ne trae sempre beneficio, ne ricava sempre una crescita interiore, persino se la persona di cui si ha avuto misericordia spreca la gentilezza che gli è stata data. Benedetti i misericordiosi, punto.
Le persone misericordiose sono disposte a mettere a rischio la propria reputazione. Si può essere presi in giro per avere mostrato misericordia. La misericordia, come la mansuetudine, può essere vista come una debolezza. Le persone misericordiose possono essere derise per una varietà di ragioni: “Sono così perché sono vecchi, e la loro generazione è facilmente manipolabile” oppure “Semplicemente non capiscono l’importanza della giustizia” o “Se mostrano misericordia verso il peccatore vuol dire che non si curano abbastanza della persona verso cui ha peccato” o semplicemente “Quel povero ingenuo credulone”. Ma la misericordia trae beneficio dalla saggezza e dall’esperienza dell’età così come anche dal comprendere che il Vangelo è la buona novella del trionfo della grazia sulla giustizia. Gesù era misericordioso verso i peccatori, e la sua reputazione ne ha sofferto (Matteo 11:19; Luca 7:34, 39; 15:2). Le persone misericordiose non si tirano indietro dall’imparare, vivere e offrire il vangelo in ogni modo possibile, persino quando la società, inclusi i religiosi cristiani, prendono in giro la misericordia
Nel suo eccellente studio del contesto culturale degli insegnamenti di Gesù, Jesus Through Middle Eastern Eyes (Gesù Attraverso Occhi Mediorientali), Kenneth E. Bailey scrive: Mostrare misericordia o perdonare è estremamente difficile per coloro che sono stati profondamente feriti. Ma l’alternativa è l’auto-distruzione col nutrire rancore o il cercare la vendetta” la misericordia è l’indispensabile essenza del Regno dei Cieli, vissuta nel nostro mondo imperfetto. Nella vita dei seguaci di Gesù, la misericordia deve sempre avere l’ultima parola.
La misericordia invece trionfa sul giudizio
~ Giacomo il fratello di Gesù (Giacomo 2:13)
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