Dacci oggi il nostro pane quotidiano. ~ GESÙ (Matteo 6:11)
SOMMARIO: Leggi questo e salta il resto (se vuoi)
- La richiesta del nostro pane quotidiano è la quarta petizione nella preghiera del Signore. le prime tre si concentrano sul nome di Dio, il regno di Dio e la volontà di Dio.
- I pronomi plurali ci ricordano che siamo chiamati a servirci l’un l’altro e a contare gli uni sugli altri per portare la risposta di Dio a questa preghiera.
- L’attuale focalizzazione di questa parte della preghiera rende chiaro che la Preghiera del Signore doveva essere recitata almeno una volta ogni 24 ore.
- La ricerca suggerisce che ciò che noi etichettiamo come depressione e ansia può davvero essere fame spirituale.
- Gesù è la nostra manna, il nostro pane quotidiano dal cielo.
- La preghiera senza risposta non dovrebbe minacciare la nostra fede, poiché la preghiera senza risposta è al centro della nostra fede – la croce di Cristo.
Il NUCLEO: (Il cuore del messaggio)
Chiedere il nostro pane quotidiano è chiedere di più a Gesù, il Pane della Vita.
CONTESTO: (Cosa succede prima e dopo questo passaggio)
Finora nella preghiera del Signore abbiamo chiesto tre cose:
- Che Dio renda onore al suo nome,
- Che Dio porti il suo regno, e
- Che sia fatta la volontà di Dio sulla terra come in cielo.
Il nome di Dio, il regno di Dio e il governo di Dio. Queste sono tre varianti della stessa richiesta: che Dio sia glorificato. E insieme ci ricordano una verità importante:
Prima di arrivare a chiedere qualcosa per noi stessi, dovremmo essere radicati nella realtà che la preghiera è principalmente focalizzata su Dio, non su di noi.
Ora, avendo pregato per la gloria di Dio, preghiamo per il nostro bene. Queste due cose – la gloria di Dio e il nostro bene – sono in cooperazione non in competizione. Quindi ci prendiamo il tempo di pregare per i nostri bisogni.
Se la preghiera è una sorta di walkie-talkie in tempo di guerra (come abbiamo discusso nel nostro ultimo studio), allora la useremo non solo per chiamare più potenza di fuoco (venga il tuo regno) ma per richiedere rifornimenti essenziali, provviste, razioni e rinforzi per aiutarci a vincere questa guerra.
CONSIDERAZIONI: (Osservazioni sul passaggio)
Dacci. La parola per “dare”, che viene qui usata è in realtà la richiesta di un dono da ricevere. Anche se la maggior parte di noi lavora, guadagna denaro e lo usa per comprare o produrre il proprio pane e altre necessità, i seguaci di Cristo vedono tutto ciò che abbiamo come un dono. Possiamo averlo guadagnato, ma il fatto che abbiamo la capacità di guadagnare, acquistare o fare qualsiasi cosa è in sé un dono. Tutta la vita è un dono. Tutta la vita è grazia. E così siamo un popolo pieno di gratitudine perché la gratitudine è l’unica risposta appropriata alla grazia.
Oggi/Quotidiano. Preghiamo per il nostro pane quotidiano, non per il nostro pane settimanale o mensile. Seguire Gesù è un’esperienza di un giorno alla volta, un giorno alla volta. (Tenete a mente questo quando in seguito Gesù insegnerà sul tema di preoccuparsi per il futuro.) La parola per “oggi” è semplice. È una parola composta dalle parole greche per “questo” e “giorno”. È una parola che radica la preghiera del Padre Nostro nel presente. Questa è la prova definitiva che Gesù si aspettava che noi recitassimo questa preghiera almeno una volta ogni 24 ore. La preghiera non è fatta per rimuginare sul passato o fissarsi sul futuro. Gesù ci insegna a pregare per oggi, non per la fine di questa settimana o qualsiasi altro periodo più lungo. Il Padre Nostro è destinato ad essere una preghiera quotidiana. Quindi, se abbiamo un esame il venerdì, non preghiamo ogni giorno di quella settimana: “Padre aiutami a fare bene il mio esame il venerdì” ma “Padre aiutami a studiare bene e ad imparare tutto quello che posso oggi.” Quando preghiamo per venerdì?… avete indovinato… il venerdì. La seconda parola, tradotta con “quotidiano”, la troviamo solo qui e nella preghiera del Signore in Luca 11:3. Di solito ci concentriamo sulla migliore traduzione per una parola confrontando come viene usata in contesti diversi, ma questa parola non ci offre questi indizi. Infatti, questa parola greca (epiousion) non si trova da nessun’altra parte in tutti gli scritti greci antichi esistenti. La parola è letteralmente epi (upon) + eime (to be). Questo ha portato a quattro traduzioni principali nel corso dei secoli: 1) Il pane di oggi, 2) Il pane di domani, 3) Pane sufficiente, 4) Pane che dà la vita (Pane di vita). Uno di questi risuona più con voi? Forse tutto quanto sopra è catturato in questa parola antica e misteriosa. Mettendo tutto questo insieme, una traduzione migliore potrebbe essere: “Dacci oggi abbastanza pane per sostenerci per il giorno a venire”. Se si prega di notte, si riferisce a domani. Se si prega al mattino, si riferisce a oggi. Questo gioco con il tempo – il pane di oggi e/o il pane di domani – permette anche a questa preghiera di pensare alla piena realizzazione futura del Regno. Gesù parlò del suo regno come di un grande banchetto (Matteo 20; Luca 14). Quindi possiamo pregare che oggi vogliamo provare un assaggio del Cielo che verrà. Come abbiamo discusso nel nostro ultimo post, il regno di Cristo è sia presente che futuro, “ora e non ancora“, e l’identità cristiana non si fissa sul nostro passato ma si appoggia sul nostro futuro. Quindi, se sottolineiamo la traduzione “domani” (#2 sopra) allora potremmo pregare quotidianamente “Dacci oggi un assaggio del tuo regno futuro”. Inoltre, l’idea di “abbastanza pane” o “una quantità sufficiente per il giorno” (#3 sopra) è particolarmente significativa, in quanto evidenzia il valore della semplicità che Gesù insegnerà più tardi nel Discorso della Montagna e rafforza queste sagge parole della Bibbia:
Non darmi né povertà né ricchezze, cibami del pane che mi è necessario, perché io, una volta sazio, non ti rinneghi e dica:
«Chi è il SIGNORE?» oppure, diventato
povero, non rubi, e profani il nome del mio Dio.
~ Agur figlio di Jakeh (Proverbi 30:7-9)
La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno. Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo, e neppure possiamo portarne via nulla; ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti. Invece quelli che vogliono arricchire cadono vittime di tentazioni, di inganni e di molti desideri insensati e funesti, che affondano gli uomini nella rovina e nella perdizione. Infatti l’amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori.
~ L’Apostolo Paolo (1 Timoteo 6:6-10)
Noi/Nostro. I pronomi sono sia possessivi che plurali. Non stiamo pregando che Dio ci aiuti a prendere ciò che appartiene a qualcun altro. Vogliamo che tutti siano benedetti con questo pane. Quindi, plurale: Quando siamo soli nel nostro rifugio di preghiera, preghiamo per qualcosa di più che solo per noi stessi. Ogni parte di questa preghiera è a nome della nostra intera famiglia di fede, sono tutti inclusi in questo “Padre Nostro“. Questa focalizzazione ci protegge dall’egocentrismo e ci porta in solidarietà con il bisogno umano al di là di noi stessi. Questa preghiera quotidiana ci aiuta a rimanere socialmente consapevoli e ci aiuta a praticare una coscienza del Regno. Se abbiamo difficoltà a sapere per cosa pregare perché pensiamo: “Io ho già abbastanza, allora perché pregare per avere di più?” Ricordiamo i pronomi al plurale e preghiamo per coloro che non hanno abbastanza. E ricordiamo che Dio vuole farci diventare suoi partner nell’esaudire le nostre preghiere.
“Ci sono abbastanza risorse nel nostro mondo per i bisogni di tutti. Solo non abbastanza per i desideri di tutti.” ~ Tony Campolo (Sociologo)
“Il vangelo include preghiere socio-economiche come questa… {Questa preghiera] tiene la coscienza della chiesa affianco alla crudezza della realtà terrena e ci insegna a non essere mai più spirituali o meno pratici del Signore che ci ha dato questa preghiera.”
~ Frederick Dale Bruner (The Christbook)
Pane. Per migliaia di anni, il pane è stato un alimento globale (insieme al riso). Oggi per molti di noi che leggiamo questo, il pane è stato sminuito ad uno spuntino che ci tiene occupati in un ristorante prima che il nostro antipasto arrivi, o qualcosa da evitare per non assumere carboidrati o glutine. Ai tempi della Bibbia, il pane era vita. In tutta la storia della Chiesa, i teologi hanno dibattuto sui diversi significati possibili di questo riferimento al “pane” nella preghiera del Signore. Prima di tutto, “pane” dovrebbe significare: “almeno il pane”, come per dire le necessità di base della vita. Ci viene detto di pregare per il nostro pane quotidiano non per la nostra torta quotidiana. Preghiamo per le nostre necessità quotidiane, non i nostri desideri quotidiani. Questa è una preghiera affinché Dio ci dia abbastanza per aiutarci a servire il suo regno per un giorno ancora. Andando oltre, può anche essere un simbolo per tutte le cose di cui abbiamo bisogno per nutrire le nostre anime al di là delle necessità fisiche: compagnia, incoraggiamento e opportunità di servizio. L’idea del pane quotidiano ricorderebbe a qualsiasi discepolo ebreo il pane quotidiano che Dio diede ad Israele nel deserto – la manna. Dio ha aiutato Israele a vivere un giorno alla volta per quarant’anni. (Parleremo di più della manna in seguito.) Gesù insegna a tutti i suoi discepoli di pregare per il pane quotidiano e ci ricorda che abbiamo tutti dei bisogni. Che bell’incoraggiamento a fare una pausa ogni giorno per pensare a quali potrebbero essere i nostri bisogni reali. Questa idea del pane ci da anche l’immagine di Gesù al Seder di Pasqua che ci dice che il pane spezzato rappresenta il suo corpo spezzato, dato per inaugurare la Nuova Alleanza (Luca 22:19-20). Questa sembra essere la comprensione della Chiesa primitiva. Per esempio:
- Origene (c. 184-253 dC) scrive:
“Può essere preso spiritualmente: la Parola di Dio è il pane dell’anima… Quindi la petizione sarebbe: ‘Dacci oggi il pane della Parola di Dio, sempre fresco ogni giorno, mai vecchio, mai di ieri.'”
- Jerome (c. 347-420 dC) traduce la parola per “quotidiano” in latino con una parola che significa “oltre il materiale” o “pane spirituale”.
- Agostino (c. 354-430 d.C.) prese un approccio sia/e, scrivendo: “Questo pane significa sia ciò che è necessario per il corpo, sia ciò che è necessario per l’anima” (Sermone 56).
Non di pane soltanto vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio“
~ GESÙ (Matteo 4:4)
Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato,
e compiere l’opera sua.
~ GESÙ (Giovanni 4:34)
Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno,
secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù.
~ Apostolo Paolo (Filippesi 4:19)
ESEMPIO DI PREGHIERA: Caro Padre, ti prego di dare a me e a tutti noi che ti seguiamo abbastanza per sostenerci oggi – cibo, amicizia e comunione con te. Dacci tutta l’energia e le opportunità di cui abbiamo bisogno per vivere come cittadini, soldati e ambasciatori del tuo Regno. [Poi fai una pausa e pensa ai bisogni specifici di te stesso e degli altri che vuoi portare davanti a Dio. Prega per il sostentegno di Dio in ogni situazione. E prega per il coraggio e la convinzione di agire in linea con ciò che si sta pregando.]
COMMENTO:
(Riflessioni sul significato e l’applicazione)
Diamo un’occhiata più da vicino alla manna, il pane quotidiano di Israele. In Esodo 16 troviamo la nostra migliore immagine di come Dio ha fornito manna (e quaglie) per Israele nel deserto. È stato un momento difficile per Israele. Sapevano già che la schiavitù era dura. Ma ora stavano imparando che, in alcuni casi, lo è anche la libertà.
Vita – la vita è dura. Ma Dio – Dio è buono.
Non riporteremo qui tutto il capitolo 16 dell’Esodo, quindi prendetevi qualche minuto ora se potete per leggerlo voi stessi. Ecco alcune verità che vale la pena menzionare…
Il pane del Cielo è…
- Fornito miracolosamente (Esodo 16:14)
- Raccolto personalmente (Esodo 16:16, 18, 21)
- Condiviso Relazionalmente (Esodo 16:18; Numeri 11:7-9)
- Mangiato giornalmente (Esodo 16:19-21)
- Rinnovato settimanalmente (Esodo 16:5, 22-30)
- È Delizioso (Esodo 16:31)
- È Gesù (Giovanni 6:27-41)
Scomponiamo questo. Ci sono così tante lezioni di vita in ognuna di queste osservazioni.
1. Fornito miracolosamente (Esodo 16:14)
Non c’era dubbio che la manna fosse pane del cielo. Nessuno sarebbe stato tentato di rivendicare la responsabilità per i wafer miracolosi di Dio che apparivano sul terreno ogni mattina. La grazia che scaturisce in gratitudine è il fondamento di tutto ciò che segue. Tuttavia, come con molti dei miracoli di Dio, egli chiamò ancora una volta il suo popolo a partecipare. Dio forniva la manna, ma gli uomini la raccoglievano, preparavano e la condividevano.
2. Raccolto personalmente (Esodo 16:16, 18, 21)
Dio voleva che il suo popolo si coinvolgesse sul proprio sostentamento. Egli avrebbe potuto far apparire la manna nella bocca o nello stomaco delle persone, o almeno alla porta della loro tenda, ma voleva che essi la raccogliessero insieme. Sembra che potessero mangiare la manna così com’era, o prepararla in vari modi. Per esempio,
Il popolo andava attorno a raccoglierla; poi la riduceva in farina con le macine o la pestava nel mortaio, la faceva cuocere in pentole o ne faceva delle focacce, e aveva il sapore di una focaccia all’olio.
~ (Numeri 11:8)
I miracoli di Dio non hanno lo scopo di farci assopire nella passività, ma sono progettati per incoraggiare la nostra piena partecipazione a ciò che Dio sta facendo. Dio non vuole spettatori, ma partner.
3. Condiviso relazionalmente (Esodo 16:18; Numeri 11:7-9; 2 Corinzi 8:13-15)
Mentre ci si aspettava che ogni individuo partecipasse, la manna era condivisa e le persone si prendevano cura l’una dell’altra. Siamo responsabili di aiutarci a vicenda per trovare il nutrimento quotidiano.
“Condividere, piuttosto che accumulare,
è il segno di una comunità funzionale.”
~ Amy-Jill Levine (Sermone sul monte)
4. Mangiato giornalmente (Esodo 16:19-21)
Con l’eccezione di una volta alla settimana durante la preparazione per il sabato, se qualcuno ha raccolto manna in più e lo ha tenuta per la notte (presumibilmente per accumularla, o in modo che non dovessero raccoglierla il giorno successivo), Dio la faceva miracolosamente decomporre. Anche le disposizioni soprannaturali di Dio sono incline ai vermi quando cerchiamo di usarle egoisticamente. Questo sottolinea anche che non possiamo basarci sugli incontri di ieri con Cristo. I nostri picchi spirituali di giorni o anni fa non ci forniscono il nutrimento spirituale di cui abbiamo bisogno per oggi. Gesù tornerà presto sull’importanza di vivere un giorno alla volta nel Discorso della Montagna (Matteo 6:31-34).
5. Rinnovato settimanalmente (Esodo 16:5, 22-30)
Dio ha stabilito un ritmo settimanale nella raccolta della manna. C’è qualcosa nei ritmi settimanali di lavoro e di riposo che Dio ha intessuto nella storia umana e nei cuori umani. Non importa quale giorno della settimana scegliamo, ma un giorno alla settimana dovrebbe essere usato per interrompere il nostro regolare flusso di lavoro insieme agli altri che condividono il nostro stesso ciclo sabbatico.
6. È Delizioso (Esodo 16:31; Numeri 11:8)
La manna aveva il sapore di “cialde fatte con miele” o “torte cotte con olio d’oliva”. Il sostentamento di Dio non solo ci sostiene, ma rende la vita migliore. La grazia è il condimento di cui tutti abbiamo bisogno.
Il vostro parlare sia sempre con gentilezza, condito con sale,
per poter rispondere a tutti nel modo migliore.
~ L’apostolo Paolo (Colossesi 4:6)
7. È Gesù (Giovanni 6:27-41)
E si tratta proprio di questo, che lo sappiamo o no, GESÙ è ciò per cui siamo tutti affamati e assetati. Gesù si identifica esplicitamente con la nuova e migliorata manna in un lungo passo che possiamo citare qui in parte:
Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà… Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete… Io sono il pane vivente che è disceso dal cielo…Io sono il pane della vita. I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e morirono. Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivente che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò per la vita del mondo è la mia carne.
~ GESÙ (Giovanni 6:27-51; vedi anche 7:37-38)
Pane, acqua e vino sono tutti simboli di Gesù e della sua Nuova Alleanza. Quando preghiamo “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” stiamo pregando “Padre, dacci più di Gesù oggi.”
Gesù è il nostro bisogno quotidiano più importante.
Nel Vangelo di Luca, Gesù insegna ai suoi discepoli la preghiera del Signore subito dopo aver visitato Maria e Marta, dove dice a Marta che l’attenzione di Maria su di lui è “una cosa” di cui tutti hanno bisogno (Luca 10:42). Luca sta organizzando la sua narrativa su Gesù in modo di rafforzare un punto – Gesù è il pane quotidiano di cui tutti abbiamo bisogno.
Questa comprensione di Gesù come nostro pane quotidiano è rafforzata più avanti nel Sermone della Montagna, dove Gesù ci incoraggia a continuare a chiedere, cercare e bussare alla porta del Cielo per avere di più (Matteo 7:7-11). Più di cosa? Luca fornisce la risposta: più dello Spirito Santo (Luca 11:9-13). Ogni giorno, attraverso la preghiera del Signore, chiediamo, cerchiamo e bussiamo alla porta del Cielo per avere più di quello che ci serve: lo Spirito di Cristo.
È possibile, purtroppo, essere un cristiano che ama Gesù e vivere ancora come un ateo funzionale. Quando viviamo ogni giorno consapevolmente ignorando colui che tiene insieme l’universo (Colossesi 1:15-17) siamo fuori sintonia con la realtà, e possiamo soffrire conseguenze di intorpidimento dell’anima.
Nel suo libro, The Awakened Brain, la psicologa Dr. Lisa Miller afferma che circa due terzi di ciò che noi etichettiamo come depressione e ansia è realmente fame spirituale. Le persone hanno una profonda consapevolezza, spesso subconscia, che qualcosa manca, qualcosa è “fuori-sinc”, e che stanno correndo a vuoto. Per molte persone, la depressione non è fuori sincronia con la realtà, ma piuttosto una vera spia del cruscotto che ci dice che le nostre vite mancano di una connessione suprema – trascendente. Questo può succedere anche ai cristiani fedeli, quindi preghiamo ogni giorno: “Padre, dacci più di Gesù oggi.”
Un appunto: L’artista di musica gospel Andraé Crouch potrebbe aver avuto ragione quando ha affermato che Gesù è la risposta ad ogni domanda che sorge nell’anima umana.
Gesù è la risposta per il mondo di oggi
Al di sopra di lui non c’è nessun altro, Gesù è la via
~ Andraé Crouch (Musicista)
Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.
~ GESÙ (Matteo 6:31-34)
CONFESSIONE:
(Riflessione personale)
Confesso che sto lottando con l’idea di Dio che risponde alla preghiera. Forse ho sempre lottato con questo. Quando si tratta di preghiera, mi sembra di essere un uomo dubbioso più che un uomo di fede. Non mi sorprende, dal momento che ho sempre avuto un sacco di dubbi su molte cose. Il dubbio sembra essere la mia base naturale.
Per esempio, quando leggo delle cose che dovrebbero essere incoraggianti come questo di Re Davide…
Non ho mai visto il giusto abbandonato, né i suoi figli mendicare il pane.
~ Re Davide (Salmo 37:25)
… tutto quello che posso pensare è: Sarà vero?
Sono incoraggiato dal fatto che Gesù sembra fare spazio ai dubbiosi. Quando Giovanni il Battista dubita che Gesù sia veramente il Messia, o quando l’apostolo Tommaso dubita della risurrezione di Gesù, egli fornisce prove piuttosto che mostrare disprezzo. E alla fine del suo tempo con gli apostoli, anche se alcuni di loro dubitano della propria esperienza, Gesù dà loro la Grande Commissione (Matteo 11:1-6; 28:16-17; Giovanni 20:24-29).
Il dubbio è diverso dall’incredulità. Gesù fondò la sua Chiesa sul dubitare dei credenti. Il dubbio non scredita la fede.
Detto questo, vorrei elaborare alcuni dei miei dubbi sulla preghiera.
Sono stato cresciuto con un insegnamento biblico che sembrava suggerire che la preghiera fosse un modo potente per fare accadere le cose, ottenere le cose che vogliamo e chiamare miracoli dal cielo. Versi popolari che hanno modellato il mio pensiero sono stati:
REPERTO A…
Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete;
bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve;
chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa.
Qual è l’uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? Oppure se gli chiede un pesce, gli dia un serpente?
Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli,
darà cose buone a quelli che gliele domandano!
~ GESÙ (Matteo 7:7-11)
REPERTO B…
E in verità vi dico anche: se due di voi sulla terra si accordano a domandare una cosa qualsiasi,
quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli.
~ GESÙ (Matteo 18:19)
REPERTO C…
Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: “Togliti di là e gettati nel mare”, se non dubita in cuor suo,
ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto.
Perciò vi dico: tutte le cose che voi domanderete pregando, credete che le avete ricevute, e voi le otterrete. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro,
che è nei cieli, vi perdoni le vostre colpe.
~ GESÙ (Marco 11:22-25; anche Matteo 21:21-22)
REPERTO D…
Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi,
domandate quello che volete e vi sarà fatto.
~ GESÙ (Giovanni 15:7)
REPERTO E…
C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore:
la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà;
se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati.
Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia.
~ (Giacomo 5:14-16)
Come testi a se stante, questi versi sembrano sostenere il potere della preghiera di cambiare le cose nel mondo intorno a noi in modi significativi. Per sperimentare queste risposte miracolose alla preghiera dobbiamo solo credere abbastanza fortemente e non dubitare, o concordare in preghiera con qualcun altro, o focalizzarsi sulle parole di Gesù. È solo una questione di trovare la formula giusta, e – voilà! Le preghiere sono state esaudite. I miracoli accadono. La preghiera cambia le cose.
Ma credo che se ci immergiamo davvero nel messaggio di Gesù, assorbendo le sue parole, studiando il suo sermone della montagna e altri insegnamenti, qualcosa probabilmente ci suonerà “stonata” ” in quel tipo di pensiero. Queste promesse prive di contesto non sembrano adattarsi al resto della via e della volontà di Gesù. Nel migliore dei casi, quando la fede assume una struttura prevedibile diventa più transazionale che relazionale. Nel peggiore dei casi, questa mentalità va oltre il pensiero meccanicistico, vale a dire con le preghiere che diventano formule, per sfociare a un pensiero magico, con le preghiere che diventano incantesimi. Abbiamo solo bisogno di lanciare l’incantesimo giusto nel modo giusto con le parole giuste per ottenere i risultati giusti.
Quando ci allontaniamo e guardiamo il contesto di ogni passaggio, le cose diventano più sfumate. Non cercheremo di sbrogliarlo tutto qui; lo lascerò a voi il compito di leggerne da soli il contesto. Quello che troverete è che, in ogni caso, qualcosa di più profondo viene discusso – cose come la garanzia della vita eterna, avere abbastanza fede per credere che i nostri peccati possono davvero essere perdonati, credere che Dio non ci richiede più di usare il sistema sacrificale del Tempio, ma di andare in missioni di misericordia per offrire lo stesso perdono radicale e irreligioso alle sorelle e ai fratelli, e pregare per le persone deboli e stanche che saranno rese sane (forse fisicamente o emotivamente/ spiritualmente) attraverso il perdono e la grazia di Dio, sia in questa vita e/o alla risurrezione finale.
Sì, Gesù dice che Dio ci darà tutto ciò che vogliamo, quando quello che vogliamo è grazia, misericordia, pace, purificazione, perdono, riconciliazione e un nuovo inizio nella vita. Cioè, quando stiamo dimorando nel suo insegnamento.
In definitiva, dal momento che non stiamo lanciando incantesimi ma ci riferiamo ad una Persona, Dio filtrerà le nostre richieste verso qualsiasi risposta che si aiuti a incontrare più di LUI. Date un’occhiata più da vicino al nostro “REPERTO A” di cui sopra, questa volta con qualche sfumatura aggiunta dal Vangelo di Luca…
Io altresì vi dico: chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa. E chi è quel padre fra di voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? O se gli chiede un pesce, gli dia invece un serpente? Oppure se gli chiede un uovo, gli dia uno scorpione? Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà
lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!
~ GESÙ (Luca 11:9-13)
La Bibbia non dice che non dovremmo pregare per i miracoli. Ho solo i miei dubbi che le guarigioni, le benedizioni finanziarie e altri interventi miracolosi divini siano ciò che Gesù aveva in mente quando insegnò ai suoi discepoli come pregare il Padre Nostro.
Ci sono chiaramente esempi nel Nuovo Testamento di preghiere per qualcosa di specifico che rimangono senza risposta (almeno nel modo in cui è voluto dalla persona che prega): come Paolo che chiede a Dio di rimuovere la sua spina nella carne:
E perché io non avessi a insuperbire per l’eccellenza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca. Tre volte ho pregato il Signore perché l’allontanasse da me; ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me.
~ (2 Corinzi 12:7-9)
O di altri missionari che rimangono malati:
Erasto è rimasto a Corinto; Trofimo l’ho lasciato ammalato a Mileto.
~ (2 Timoteo 4:20)
o la famiglia di Lazzaro che senza dubbio ha pregato per la sua guarigione prima che morisse, (di certo non per la sua resurrezione dopo essere morto)… (Giovanni 11).
Forse la storia di Lazzaro è la versione del Nuovo Testamento della sbirciata dietro le quinte che il libro di Giobbe offre nell’Antico Testamento. C’è sempre più di quello che vediamo. Mi chiedo se ciò che è successo a Lazzaro non sia simbolico di tutti i nostri viaggi.
Forse, come Lazzaro, non saremo tutti guariti da Gesù, ma saremo tutti risuscitati da Gesù.
Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà.
. ~ GESÙ (Giovanni 11:25)
In tutta la Bibbia Dio opera miracoli in due modi:
- Intervenendo attraverso manifestazioni che rompono le regole della natura e il normale corso della storia (come guarigioni, camminare sull’acqua, trasformare l’acqua in vino, ecc.), e
- Intervenendo attraverso quello che sembra essere il normale corso della natura, della storia e delle circostanze. Anche e spesso quando queste circostanze non sono positive.
Pensate a quel profondo commento sulla vita di Giuseppe che fa alla fine della Genesi:
Voi avevate pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene per compiere quello che oggi avviene:
per conservare in vita un popolo numeroso.
~ Joseph (Genesi 50:20)
Dio, dice Giuseppe, è stato all’opera in tutta la storia, comprese le cose malvagie che sono state fatte. Dio sta riunendo tutti i fallimenti, le paure e le debolezze umane per realizzare qualcosa di buono.
Eppure, ecco una cosa – Nelle Scritture non è mai menzionato che Dio stesse esplicitamente intervenendo nella storia di Giuseppe e della sua famiglia per prevenire il “danno” di cui egli ci parla. Dio dette dei sogni a Giuseppe, urrà. Ma non lo aiutò in alcun modo miracoloso quando i suoi fratelli cercarono di ferirlo. Dio sembra assente per quella parte della storia. E tuttavia, Giuseppe dice che Dio era al lavoro tutto il tempo “dietro le quinte” per così dire.
Il mio scetticismo verso la “preghiera come via rapida per un miracolo” o la “preghiera come incantesimo” è sostenuto dalla osservanza personale e scientifica. Per esempio, sono a conoscenza di studi accademici come lo studio degli effetti terapeutici della preghiera d’intercessione (STEP) (2006) condotto dal Dr. Herbert Benson alla Harvard Medical School. È stato uno degli studi più grandi e rigorosi sull’efficacia della preghiera per la guarigione. Lo studio ha esaminato se la preghiera migliorava il recupero nei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca, e non ha trovato alcuna differenza significativa nei tassi di recupero tra i pazienti per cui si era pregato e quelli per cui non si era pregato. (Altri studi, come quello del Dr. Randolph Byrd nel 1988 al San Francisco General Hospital, hanno affermato di mostrare un effetto positivo della preghiera d’intercessione sui pazienti cardiopatici, ma la sua metodologia è stata criticata.)
Attenzione, lo studio “STEP” non è l’ultima parola sulla preghiera di intercessione. Per esempio, questo studio si è concentrato sugli estranei che pregano per gli estranei. Il mio senso è che parte del potere della preghiera è l’impegno relazionale in cui ci porta: amici e familiari condividono i loro bisogni gli uni con gli altri e si riuniscono per pregare per i malati, scoraggiati, abbattuti e avviliti. Tuttavia, lo studio STEP sfida il tradizionale pensiero religioso sulla risposta di Dio alla preghiera.
“Mi rendo conto di nuovo che la domanda più urgente non è ‘Dio è buono?’ ma piuttosto ‘Che bene è Dio?'”
– Philip Yancey (The Question That Never Goes Away)
Due parole che sono spesso tradotte “malato” in Giacomo 5 significano debole e stanco. La persona “malata” può essere una persona scoraggiata, forse a causa del proprio fallimento morale, il che spiega perché Giacomo avvolge il suo passo sulla preghiera con un’enfasi sul perdono dei peccati. Sembra che l’incoraggiamento emotivo e l’edificazione – sollevarsi a vicenda – sia una parte significativa del processo di guarigione della preghiera unitaria. Forse la promessa di James che le preghiere di una persona “giusta” sono potenti ed efficaci si basa sulla nostra comprensione dell’essere “giusto”, non moralmente perfetto, ma relazionale e compassionevole. La rettitudine è un grande tema per Gesù nel Sermone della Montagna, e come abbiamo discusso prima, rettitudine significa relazioni giuste, inclusa tutta la misericordia e la compassione necessarie per mantenere sane le relazioni.
Per essere chiari, io credo che Dio può e fa miracoli oggi e talvolta guarisce le persone miracolosamente. Credo che alcune persone abbiano il dono di guarigione, dei miracoli e della fede (come menzionato in 1 Corinzi 12). Non voglio scoraggiare nessuno dalle loro preghiere piene di speranza. Ma voglio scoraggiare lo scoraggiamento che viene quando le preghiere piene di fede di qualcuno sembrano andare senza risposta. Quando questo accade, possiamo aprire i nostri occhi ai modi più profondi e che cambiano i modi in cui Dio può essere all’opera dentro e attraverso i nostri fallimenti, frustrazioni, dolori e angosce.
Per un discepolo, pregare per “il nostro pane quotidiano” non è il qualcosa che ci fa aspettare che Dio ci dia ciò che vogliamo. Ora vedo la preghiera per “il nostro pane quotidiano” come il cercare di vedere come Dio provvede per noi in ogni circostanza della nostra vita quotidiana, compreso nel nostro fallimento o quello di qualcun altro, piuttosto che una preghiera affinché Dio intervenga in un modo che potrei definire “miracoloso”. Ancora una volta per essere chiari, non sto dicendo che Dio non compie miracoli oggi; sto dicendo che abbiamo bisogno di ampliare la nostra definizione di miracolo.
Quindi, penso che la preghiera fa davvero la differenza? Sì, assolutamente, ma non sempre nel modo in cui la maggior parte della gente prega e pensa. Dio sa di cosa ho bisogno, e quello di cui Dio sa che ho bisogno potrebbe essere diverso da quello che penso di aver bisogno, e così Dio si prenderà cura di me secondo la sua maggiore conoscenza e saggezza e, speriamo, non sarà distratto dalle mie piccole richieste di preghiera.
In realtà, il pensiero che recentemente mi è venuto in mente è…
Al centro della nostra fede c’è la croce: il simbolo di una preghiera senza risposta.
Non c’è dubbio che quando Gesù fu arrestato, tutti i discepoli e la famiglia di Gesù, dato il loro sistema di credenze al momento, stessero pregando che Gesù non fosse crocifisso. Dio non ha risposto alle loro preghiere. Anche Gesù ha pregato di essere crocifisso. E Dio non ha risposto alla sua preghiera.
Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice!
Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi.
~ GESÙ (Matteo 26:39; Marco 14:36; Luca 22:42)
Suppongo che un seguace di Gesù debba sentirsi a casa facendo due cose:
a) condividere le proprie richieste con Dio, e b) confidare che Dio risponda secondo la sua maggiore conoscenza e più profondo amore.
Infatti, se so che le mie richieste di preghiera saranno filtrate attraverso la bontà di Dio, allora mi sento più libero di chiedere, anche se accetto che la risposta sarà spesso “no”. Perché il “no” di Dio porterà sempre a cose migliori del mio “sì”. Il piano B di Dio sarà sempre migliore del mio piano A.
Quindi, sto imparando a chiedere a Dio la mia versione di “pane quotidiano” ricordandomi però che questa parte della preghiera del Padre Nostro non è pregato al vento. La nostra richiesta per i nostri bisogni arriva subito dopo aver pregato “Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà”.
CONCLUSIONE:
(Un ultimo pensiero)
Quando preghiamo “dacci oggi il nostro pane quotidiano” stiamo praticando la semplicità quotidiana, la contentezza, la fede e la dipendenza da Gesù. Che bella mentalità da abbracciare ogni giorno.
CONTEMPLARE:
(Passi della Scrittura che si riferiscono e approfondiscono la nostra comprensione di questo argomento)
Esodo 16; Proverbi 30:7-9
CONVERSAZIONE:
(Parlare insieme, imparare insieme, crescere insieme)
1. Che cosa ti rivela Dio di sé stesso attraverso questo passo?
2. Cosa ti sta mostrando Dio su te stesso attraverso questo passo?
3. Come risponderesti alla domanda – Perché preghi?
4. Qual è una cosa che puoi pensare, credere o fare in modo diverso alla luce di ciò che stai imparando?
5. Quali domande stai ancora elaborando su questo argomento?
Commenti recenti