Pregare – seconda parte
Quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno.
Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta,
rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto;
e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno,
prima che gliele chiediate.
~ GESÙ (Matteo 6:5-8)
Commento: (Riflessioni sul significato e l’applicazione)
Gesù ci sta avvertendo: tutte le esperienze ed espressioni religiose possono essere inquinate, pervertite e prostituite per servire i programmi umani in diverse modalità:
- La preghiera diventa performance.
- Dare diventa un’esibizione.
- La giustizia diventa punizione.
- Maestri e predicatori diventano idoli.
- I movimenti diventano istituzioni.
- E la passione diventa vilipendio (o quantomeno “cancellazione”) in nome della rettitudine.
La storia della Chiesa ci mostra con quanta facilità i cristiani possono deviare dalla retta e stretta via della grazia, della misericordia e della pace.
Ma ogni tanto, Dio, nella sua grazia, fa esplodere tutto per farci ricominciare. Sia attraverso il nostro fallimento o quello di un altro, o semplicemente attraverso la lenta morte di un sistema o istituzione, Dio è sempre il Dio dei nuovi inizi e delle seconde opportunità. Che si tratti della morte di una relazione, della morte di una chiesa o della morte di un sogno, Gesù ci ricorda che la morte è sempre il precursore della risurrezione (vedi Luca 9:22-24).
Gesù è un rivoluzionario irreligioso che rifiuta di essere intrappolato all’interno di qualsiasi sistema, istituzione o tradizione. Incoraggiando ogni credente a trovare il proprio spazio interiore per incontrare Dio e sperimentare la sua presenza, Gesù sta, ancora una volta, capovolgendo la religione.
Sotto l’Antica Alleanza, le persone potevano pregare ovunque, ma per incontrare veramente Dio dovevano andare al Tempio. Al centro del Tempio era il Santo dei Santi, dove si pensava che la presenza di Dio dimorasse in purezza. Solo il sommo sacerdote poteva entrare in questo luogo per conto del popolo, e ciò accadeva una sola volta all’anno, nello Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione, quando il sommo sacerdote entrava nel Santo dei Santi.
Ora, in una frase, Gesù capovolge la religione. Non è più in un luogo speciale e sacro che i credenti vanno a incontrare Dio – noi stessi siamo il tempio dello Spirito Santo (1 Corinzi 3:16; 6:19; Efesini 2:21-22; Ebrei 3:6; 1 Pietro 2:5) e trasformiamo gli spazi mondani in luoghi santi. E non abbiamo più bisogno di un sacerdote che sia il nostro mediatore, dal momento che siamo tutti ora un regno di sacerdoti:
Anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.
~ l’apostolo Pietro (1 Pietro 2:5)
Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
~ l’apostolo Pietro (1 Pietro 2:9)
Le nostre vite diventano “sacrifici viventi” (Romani 12:2). Siamo diventati il Tempio, il sacerdote che offre il sacrificio nel tempio e il sacrificio vivente che viene offerto. Addio religione. È stato bello conoscerti.
Questo aiuta a spiegare perché la maggior parte degli spazi di raduno anabattista sono mantenuti semplici fino ad oggi, senza croci o altri ornamenti religiosi. Gli anabattisti vogliono ricordare a sé stessi che la chiesa è il popolo, non l’edificio.
Tanta buona architettura è stata ispirata dalla fede cristiana – è bella! Ma non dobbiamo permettere che le cattedrali ornate, i tradizionali edifici ecclesiastici o qualsiasi luogo di riunione religiosa diventino la nostra “stanza interna“. Gesù dice che ogni giorno i suoi seguaci dovrebbero partecipare ad un atto decisamente irreligioso: voltare le spalle all’intero sistema della professionalizzazione dello spazio sacro, avvicinandoci invece a Dio direttamente, intimamente e segretamente.
Gli esseri umani sono fatti ad immagine di Dio e quindi sono naturalmente sociali, relazionali, e progettati per amare ed essere amati. Quindi è comprensibile che prestiamo costantemente attenzione agli altri, cercando di capire cosa pensino di noi e facendo dei micro-aggiustamenti durante ogni interazione.
Questa sensibilità a come gli altri ci stanno vedendo è come trovare la nostra strada attraverso le profondità delle relazioni umane utilizzando una sorta di sonar sociale. Inviamo segnali agli altri per poi leggerne la risposta.
Prestare attenzione agli altri è una parte sana di una vita amorevole, ma non è l’unica. Gesù ci sta dicendo che almeno una volta al giorno dovremmo prenderci un po’ di tempo per spegnere i nostri sonar sociali, mettere a tacere l’incessante invio-ricezione di messaggi, per restare soli alla presenza di Dio.
Intimità > Pubblicità
Tutti noi vogliamo che le nostre vite abbiano importanza. Ma se il nostro senso di autostima non viene dalla vita con Dio nella nostra “stanza interiore”, le conseguenze possono essere terribili. Come discusso in uno studio precedente, abbiamo bisogno di attenzione per sentirci apprezzati. Ma la nostra disperata necessità di affermazione può causare scompiglio nelle nostre menti, creando una sorta di dipendenza da colpi regolari di affermazione esterna come una specie di droga. E a causa della legge dei rendimenti decrescenti, ne avremo sempre più bisogno. La nostra cultura dei selfie sui social media alimenta questo bisogno, e con il tempo diventiamo maestri manipolatori della nostra immagine, curando come le nostre vite sono viste dagli altri al fine di conquistare la loro approvazione ricorrente, affermazione e ammirazione.
Signore, tu mi hai esaminato e mi conosci.
Tu sai quando mi siedo e quando mi alzo,
tu comprendi da lontano il mio pensiero.
Tu mi scruti quando cammino e quando riposo,
e conosci a fondo tutte le mie vie.
~ Re Davide (Salmo 139:1-3)
L’intelligenza di Dio non è artificiale, la sua saggezza è sempre giusta e non ci lascerà mai.
Nella storia d’amore di fantascienza narrata nel film, “Her”, la società tenta di risolvere l’epidemia di solitudine e stima attraverso l’intelligenza artificiale. In verità, questo sta già accadendo in una certa misura. Ma l’intelligenza di Dio non è artificiale, la sua saggezza è sempre giusta e, meglio di tutto, ci ama infinitamente, incondizionatamente e potentemente.
Confessione: (Riflessione personale)
Faccio pena per quel che riguarda il pregare. Il mio canale di navigazione, il mio doomsurfing (l’abitudine di navigare sui siti e social alla ricerca di cattive notizie), e il mio cervello che si distrae così facilmente, lotta per stare nel presente e rimanere concentrato. Nel corso degli anni ho raccolto alcune idee utili che sono felice di trasmettere a chiunque di voi che combattono questo stesso problema di concentramento.
Alcune cose che mi hanno aiutato a pregare privatamente:
- Pregare Intenzionalmente
- Pregare ad Alta Voce
- Pregare Conversativamente
- Pregare il Padre Nostro
Se sei un compagno di lotta quando si tratta di preghiera, allora sono entusiasta di condividere queste cose con te. Se la preghiera ti viene più naturale, allora passa oltre, qui non c’è niente da vedere.
a. Pregare Intenzionalmente
Sì, Gesù annulla tutte le regole religiose sul pregare in momenti specifici. Ma lui presume che noi vogliamo mettere da parte del tempo almeno una volta al giorno per pregare (si noti che Gesù ci parla di “pane quotidiano” nella preghiera del Signore). È bene sapere che possiamo “pregare senza sosta” come ci esorta l’apostolo Paolo:
Non cessate mai di pregare;
~ l’apostolo Paolo (1 Tessalonicesi 5:17)
Il che è più simile a praticare una consapevolezza della presenza di Dio ovunque andiamo. Ma non cadiamo nella trappola di usare la scusa “la mia vita è la mia preghiera” per non pregare mai veramente. La vera preghiera non è solo vivere con un senso di Dio, ma trovare effettivamente le parole per esprimere i nostri cuori in conversazione con Dio. A volte non troveremo le parole giuste, e lo Spirito Santo ci aiuterà:
Nello stesso modo, anche lo Spirito Santo ci aiuta giorno per giorno nei nostri problemi e nelle nostre preghiere. Perché, in realtà,
noi non sappiamo neppure per che cosa pregare,
né pregare nel modo giusto, ma lo Spirito Santo prega per noi
con tale sentimento, che non si può esprimere a parole.
~ l’apostolo Paolo (Romani 8:26)
Ma normalmente, le parole sono destinate ad essere una parte della preghiera.
b. Pregare ad alta voce
Sono cresciuto in una denominazione Pentecostale. I pentecostali sono maestri nel pregare ad alta voce, “molto” ad alta voce. Ma dato che avevo anche sentito dire che era bene pregare anche nella mia testa, tendevo sempre a pregare in silenzio. A volte ho avuto bei momenti di preghiera con Dio, ma spesso la mia mente vagava e prima che me ne rendessi conto stavo pensando, ma non pregavo.
Tuttavia, pregare ad alta voce può aiutarci a concentrarci.
Quei pentecostali sapevano bene quello che stavano facendo. Ricordo il momento in cui, da adulto, un mentore spirituale mi ha incoraggiato a provare di nuovo a pregare ad alta voce. Mi ha spiegato che non doveva essere FORTE ad alta voce, ma solo sufficiente per farmi sentire la mia stessa voce o anche solo il mio sussurro.
Vedi, c’è qualcosa nel coinvolgere i nostri corpi, incluse le nostre bocche, che aiuta la nostra mente a rimanere concentrata. Mentre ci sforziamo di formare le parole, siamo più pienamente impegnati di quanto lo fossi io con il mio vecchio approccio: “pregare come pensare“. Le nostre bocche aiutano la nostra mente. E quando sentiamo le nostre parole rientrare nelle nostre teste, anche le nostre orecchie ci aiutano. E tutto questo rafforza la profondità del momento.
Pregare ad alta voce non deve essere un urlare – un sussurro andrà bene. Basta che la tua bocca e le tue orecchie partecipino alla preghiera.
c. Pregare Conversativamente
Tutta la preghiera è una sorta di conversazione a due vie perché la preghiera è una risposta al Dio che ha parlato per primo. Dio inizia parlando ad Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden e la conversazione continua attraverso tutta la Bibbia. Dio sta ancora parlando ai nostri cuori attraverso le Scritture e quindi un modo per iniziare la preghiera è prendendo del tempo per ascoltare. Possiamo fare una pausa per chiedere a Dio di mostrarci come ci ha parlato recentemente attraverso le Scritture, la natura, le circostanze, l’esperienza, l’arte, la scienza, le emozioni, l’intelletto, l’intuizione, i sogni o altre persone.
Ma come possiamo discernere la voce di Dio? Possiamo imparare a riconoscere la voce di Dio attraverso gli insegnamenti e l’esempio di Gesù, la Parola di Dio fatta carne (Giovanni 1:1-18). Questo è un altro motivo per cui studiare l’insegnamento di Gesù come stiamo facendo in questa serie è così importante – non stiamo solo imparando a vivere, stiamo imparando a riconoscere la voce di Dio. Ogni volta che sperimentiamo un’intuizione, un’emozione, un pensiero o una convinzione e ci domandiamo se questo potrebbe essere Dio che sta iniziando una conversazione con noi, dovremmo prima porre la domanda: Questa voce ha il suono di Gesù?
La preghiera conversativa ha più senso per me. Sono stato introdotto a questo tipo di preghiera quando ero un giovane pastore nella mia prima chiesa. Un anziano mi ha invitato a trascorrere un’intera giornata in preghiera insieme. Mi sembrava un po’ tanto, ma ero pronto. Dopo che abbiamo chiacchierato un po’, abbiamo iniziato il nostro tempo di preghiera e ho chinato la testa per pensare a cosa iniziare a dire in preghiera. Fu allora che sentii le pagine scorrere. Cercai di concentrarmi sulla preghiera, con gli occhi chiusi e la testa piegata, ma quelle pagine continuavano a scorrere. Alzai lo sguardo e l’anziano aveva aperto la sua Bibbia a un passaggio. Lo lesse ad alta voce e cominciò a pregare per ciò che aveva appena letto. E per tutto il giorno, le preghiere continuavano ad aumentare mentre le pagine continuavano a girare.
Dopo quel giorno, non c’era più ritorno per me. Ora prego con la mia Bibbia aperta. Leggo un verso e prego, poi leggo il verso successivo e prego. Dio parla, io parlo. Invece di cercare di capire quali argomenti sollevare nella preghiera (cosa che mette tanta pressione con un essere onnisciente!), lascio che Dio stabilisca il ritmo.
Recentemente stavo parlando con una delle mie sorelle che mi ha detto che quando era piccola è entrata in una stanza mentre mio papà stava pregando con la sua Bibbia aperta. Lei gli chiese come prega. E mio padre rispose: “Leggo un verso e poi tengo la mia Bibbia al cuore e chiedo a Dio cosa vuole insegnarmi. Poi ascolto. Dopo aver sentito che ho capito qualcosa che posso applicare alla mia vita, chiedo a Dio se posso passare al verso successivo. A volte dice di sì e a volte dice di no e io leggo il versetto di nuovo, tenendo la Bibbia sul mio cuore, e ascoltando un po’ di più.” Mio padre era un tipo molto figo.
Lois e Fred Cavey. Mi mancate.
d. Prega la Preghiera del Signore
Nel nostro prossimo studio inizieremo una serie sulla preghiera del Padre Nostro. Quindi per ora dirò solo che combinare la preghiera di conversazione con la preghiera del Signore è la mia forma preferita di preghiera privata. La preghiera del Signore richiede meno di trenta secondi per recitare, ma porta facilmente a trenta minuti di preghiera.
Le mie pecore riconoscono la mia voce, io le conosco, ed esse mi seguono.
~ GESÙ (Giovanni 10:27)
Conclusione: (Un ultimo pensiero)
Questo studio conclude la nostra panoramica sui tre esempi di spiritualità segreta di Gesù: dare, digiunare e pregare. Gesù usa delle iperbole per fare un punto su una realtà più profonda, quindi non dovremmo leggere il suo insegnamento e dire: “Beh, almeno io non sono così male. Non sono come quegli ipocriti. Non suono la tromba quando do o prego ad alta voce agli angoli delle strade.” Gesù è un artista della caricatura. Sta disegnando caricature dei nostri cuori. Dovremmo vederci in queste immagini vivide e dire: “Oh wow, questo cattura qualcosa di chi sono io.”
Gesù disegna schizzi caricaturali con le sue parole. Sono esagerate per creare impatto, ma rivelano sempre qualcosa di noi.
La buona notizia è che Gesù ci offre un modo semplice e grazioso per essere autentici con noi stessi e con Dio. Potremmo parafrasare Gesù in questo modo:
“Il desiderio di attenzione, affermazione e accettazione è dentro di te. Non hai bisogno di negarlo o minimizzarlo. Tu sei stato fatto così da mio Padre e dal tuo Padre, il Padre nostro che è nei cieli. Egli ti ha creato per desiderare questa intimità, per essere guidato verso una relazione con lui , e attraverso questa relazione trovare il tuo significato. Ma il peccato ti sta separando dal Padre, e l’uno dall’altro, e dal vostro vero io. Io sono qui per aiutare. Voglio salvarti dal peccato che ti separa, e lo farò. Puoi fare il tuo primo passo trovando il tempo per lasciare che il Padre ti ami, e per trovare lì il tuo vero te stesso. Getta le maschere – non c’è bisogno di esibirsi. Getta le pietre – non c’è bisogno di giudicare. Getta i dubbi – non c’è più bisogno di avere paura.”
~ GESÙ (Una Parafrasi del Suo Insegnamento
nel Discorso della Montagna)
Contemplare: (Passi della Scrittura che si riferiscono e approfondiscono la nostra comprensione di questo argomento)
Salmo 139; 1 Corinzi 4:1-5
Conversazione: (Parlare insieme, imparare insieme, crescere insieme)
- Che cosa ti rivela Dio di sé stesso attraverso questo passaggio?
- Cosa ti sta mostrando Dio su te stesso attraverso questo passaggio?
- Quando hai pregato per l’ultima volta? Com’è stato?
- Qual è una cosa che puoi pensare, credere o fare in modo diverso alla luce di ciò che stai imparando?
- Quali domande stai ancora elaborando su questo argomento?
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