Digiunare – seconda parte
Quando digiunate, non abbiate un aspetto malinconico come gli ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità: questo è il premio che ne hanno.
Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, affinché non appaia agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto;
e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
~ GESÙ (Matteo 6:16-18)
CONFESSIONE: (Riflessioni personali)
Confesso che odio questo argomento. Non mi piace digiunare, e non mi piace parlare di digiuno. Mi piace il cibo. Non mi piace non avere cibo. Fine della storia.
Parte del problema per me è (ok, tempo parlare di cose personali quì)… Sono hyper consapevole che sono un grasso, paffuto, corpulento, polposo, una scimmia di ciccia, tipo extra XXL. Sento un senso di vergogna associato al cibo e al tema della rinuncia, che apparentemente non pratico abbastanza bene. È come se indossassi il mio fallimento (uno dei tanti) sul mio stesso corpo perché tutti possano vedere.
Beh, ora che ho un fallimento molto più grande nella mia vita che tutti possono vedere, sto trovando il parlare di digiuno un po’ meno intimidatorio.
Ho digiunato semi-regolarmente per la maggior parte della mia vita adulta, compresi alcuni digiuni di dieci giorni e un digiuno di quaranta giorni. Eppure, mi sento come un fallimento del digiuno, in parte perché non “sembra” che io digiuni. Non è immaturo questo?!
E questo è il punto: io sono un ipocrita Gesù-ticamente parlando – qualcuno che si preoccupa delle apparenze più della realtà del proprio cuore. Sono preoccupato che altre persone diranno: come può una persona grassa sapere qualcosa sul digiuno? (Facile. Ci rimpinziamo gli altri giorni. Questa non è scienza nucleare – non ci vuole un genio per capirlo.)
Quindi sto sfidando me stesso, e anche alcuni di voi: sia che si sia magrissimi o piuttosto impostati, gettiamo via la vergogna che circonda il cibo. Gesù disse che concentrarsi sull’apparenza è ipocrisia, e noi non vogliamo niente di tutto ciò.
La parte in cui discuteremo del digiuno senza accompagnarlo da alcun senso di vergogna inizia qui.
Parlando di vergogna, sto imparando quanto la vergogna possa spingerci a nascondere il nostro vero io, come fecero Adamo ed Eva quando peccarono. E sospetto che la vergogna sia ciò che ha allontanato la pecora smarrita dal resto del gregge nel vangelo di Matteo capitolo 18.
La vergogna è quella sensazione che abbiamo perso il nostro valore, che siamo stati sminuiti nello spirito, che siamo in qualche modo meno di quello che siamo stati fatti per essere. La colpa è quella sensazione che abbiamo fatto qualcosa di male. La vergogna è quella sensazione di essere cattivi.
La vergogna è l’opposto del vivere con onore, gloria e fiducia – che è il modo in cui Dio ci ha originariamente creati. Non è un caso che una delle prime cose che la Bibbia dice riguardo alla nostra identità umana dataci da Dio sia che siamo stati creati “nudi (cioè vulnerabili) e senza vergogna” (Genesi 2:25). Il nostro onore e il valore che diamo a noi stessi, dal quale nasce ogni relazione significativa, è ciò che il peccato cerca di distruggere in tutti noi.
Spesso, a causa del nostro fallimento, la vergogna ci allontanerà dagli altri, per paura che non faranno altro che rafforzare la nostra vergogna. La vergogna ci porterà a fare una manovra preventiva per allontanarci dalle persone, per nascondere la verità, per isolare il nostro vero io, perché temiamo che ci abbandonerebbero se conoscessero la verità. Copriamo la nostra vergogna con le foglie di fico della paura, e delle bugie.
Quando cadiamo sotto il peso della vergogna, alcuni di noi imploderanno e altri esploderanno. Alcuni di noi crolleranno internamente e vorranno scomparire. Altri di noi esploderanno con un senso di rabbia, motivati da una spinta subconscia a spostare la vergogna via da sé stessi e su qualcun altro. Ho visto entrambe queste reazioni in prima persona e da vicino.
Per superare la nostra vergogna, abbiamo bisogno di sapere di essere conosciuti e amati. La grazia di Dio fa questo per noi – solo Dio ci conosce pienamente e ci ama pienamente e perfettamente. Quando siamo impegnati a cercare di apparire super-santi agli altri, ci perdiamo questa ricompensa del Padre. Quando Dio trovò Adamo ed Eva nascosti nei cespugli nel giardino dell’Eden, non fu deluso dalla loro nudità ma dalle loro foglie di fico.
“Non c’è traccia di vergogna nel suo sguardo o nella sua voce.”
~ Curt Thompson (The Soul of Shame)
Quindi le pratiche spirituali segrete sono modi dati da Dio per farci rallentare e sintonizzarci sulla sua frequenza, sulla sua voce che cancella la nostra vergogna.
Negli ultimi due anni ho passato più tempo del solito seduto a guardare fuori dalla finestra. Alcuni giorni è l’unica attività che riesco a fare. Nel nostro cortile osservo gli scoiattoli e gli uccelli (e talvolta i procioni e gli opossum) e mi rendo conto che l’attività primaria non è trovare riparo o cercare di riprodursi, è cercare il cibo – trovare, raccogliere, immagazzinare e mangiare cibo. Il cibo è vita.
Quando guardo il nostro cane che mi guarda mentre sto preparando il cibo – sembra dirmi: cadrà qualcosa a terra? Il mio umano vorrà condividere il suo cibo? Ed io devo prestargli attenzione! – Capite quanto è importante il cibo per la psiche degli animali?
Tutto questo mi ricorda che: uno dei benefici del digiuno è che, attraverso il digiuno, prendiamo autorità sul nostro io animale. Andiamo oltre i nostri istinti animali e ci dichiariamo più che animali. Siamo portatori dell’immagine di Dio e la nostra vita consiste in qualcosa che include ma va oltre il mondo fisico.
E quando digiuniamo (o doniamo, preghiamo o facciamo qualche altra buona azione) senza prestare attenzione a chi ci sta osservando, stiamo lentamente liberando le nostre anime dalla schiavitù di preoccuparci di ciò che pensano gli altri.
Qualunque sia la nostra posizione nella vita, se le nostre vite e opere devono essere in sintonia con il regno di Dio, non dobbiamo avere l’approvazione umana come un obiettivo primario o anche solo principale. Dobbiamo amorevolmente permettere alle persone
di pensare quello che vogliono.”
~ Dallas Willard (The Divine Conspiracy)
Io voglio questa libertà. E voi?
Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete.
~ GESÙ (Giovanni 4:32)
Commento: (Riflessioni sul significato e l’applicazione)
Sia il dare che il digiunare, la prima e la terza illustrazione che Gesù ci offre sul coltivare una vita spirituale segreta, sono due forme di rinuncia. Nel dare, noi rinunciamo ciò che preferiremmo tenere per noi stessi. E nel digiuno rifiutiamo quello che preferiremmo prendere per noi stessi. Entrambe sono pratiche che, col tempo, possono allenare i nostri cuori ad amare.
La formazione spirituale è una bella idea. Piuttosto che sentire la pressione di fare le grandi e pompose dimostrazioni di come amare a imitazione di Cristo, come ad esempio mostrare amore per il nemico, possiamo semplicemente cominciare da dove siamo e lentamente migliorare nell’imparare ad amare gli altri incondizionatamente.
“La trasformazione spirituale non è una questione di provarci più duramente, ma di allenarsi saggiamente.”
~ John Ortberg (The Life You’ve Always Wanted)
Non perdere tempo a discutere sciocche idee, miti o favole;
cosa da vecchie comari. Impiega, invece, il tuo tempo e le tue energie
a tenerti in buona forma spirituale.
~ L’apostolo Paolo (1 Timoteo 4:7)
Amo realizzare sempre più quanto le Scritture siano fondamentali per le nostre vite. Nel versetto sopra, Paolo sta dicendo al suo apprendista più giovane, Timoteo, di non lasciarsi distrarre dalle varie teorie cospirazionaliste o da voci sensazionalistiche. Alcune cose non cambiano mai, non è cosi?
Se non avete intenzione di essere direttamente coinvolti nel contribuire a risolvere un problema, allora perché ascoltare le voci e perdere tempo a dare attenzione a quelle dicerie perdendo tempo a stargli appresso, per non parlare di parlarne pure ad altri? Smettiamola! E concentriamoci sul prossimo passo nel seguire Gesù. Concentriamoci sulla nostra formazione per diventare delle versioni migliori di noi stessi.
Il miglior regalo che possiamo fare al mondo intorno a noi è di modellare un’alternativa per loro – una società contro-culturale che dimostri un modo diverso di vivere e amare. La cosa migliore che possiamo fare per la nostra nazione è essere ambasciatori di un paese diverso – la Nazione di Gesù, chiamata anche il Regno dei Cieli sulla Terra. E il modo migliore per vivere il nostro potenziale come cittadini, soldati ed ambasciatori del Regno dei Cieli è di allenarci ogni giorno sulle vie di Gesù.
(Per ulteriori informazioni su come essere cittadini, soldati e ambasciatori del Regno dei Cieli
sulla Terra, potete chiederci il “Passaporto del Regno dei Cieli” scrivendoci a monica.chiarioni@libero.it)
Le pratiche spirituali (a volte chiamate discipline spirituali) sono un dono. Allenano il nostro cuore, un piccolo passo dopo l’altro, per fare grandi cose.
Una disciplina è un’attività che facciamo, entro le nostre forze, che ci permette di fare ciò che non potremmo fare con uno sforzo diretto.
~ Dallas Willard (The Divine Conspiracy)
Non passare troppo in fretta oltre quest’ultima citazione di Willard. Ci possono essere grandi cose spirituali che non possiamo ancora fare (come perdonare un grave peccato o esprimere amore verso una persona ferita che però è nostro nemico), ma ci sono sempre piccole cose che possiamo fare, e se le facciamo regolarmente, le grandi cose diventeranno più fattibili.
Se vuoi imparare a fare ginnastica in sollevando su una panca piana un peso di 50 chili, il segreto non è quello di PROVARE a farlo, ma di ALLENARTI per farlo. Per la maggior parte di noi, se andiamo in palestra tre volte a settimana a PROVARE a sollevare un 50 chili, falliremo ogni volta. Anche se lo facessimo per un anno andando tre volte alla settimana, continueremo a fallire e alla fine di quell’anno non saremmo più vicini al nostro obiettivo. In effetti, non vedendo progressi, probabilmente ci arrenderemmo molto prima. Ma se iniziamo con 15 chili, e nel tempo aumentiamo pian piano il peso, saremo più propensi a vedere progressi, e alla fine raggiungere il nostro obiettivo. Questo è il potere dell’allenamento rispetto al tentare di fare qualcosa.
Quando il dare e digiunare e la preghiera e altre pratiche diventano i nostri punti segreti di connessione con Dio, stiamo allenando i nostri cuori per una relazione più profonda con Dio e per amare i nostri nemici in modi “radical/Jesus”.
Gesù presume che i suoi seguaci vogliano allenare il loro cuore ad amare bene usando strumenti come il dare e digiunare regolarmente. Questo tipo di pratica spirituale regolare può rendere l’amore incentrato sugli altri più un riflesso automatico che un ragionamento razionale – qualcosa che facciamo automaticamente e naturalmente, piuttosto che qualcosa che dobbiamo capire e forzare noi stessi a fare. [Ricordami di raccontarti una storia sulla mia esperienza riguardo alla grazia istintiva piuttosto che grazia calcolata.]
Quando Gesù stava morendo sulla croce pregando per il perdono dei suoi carnefici e della folla beffarda, doveva fare i calcoli mentali riguardo alla grazia per decidere che pregare per il perdono dei suoi persecutori sarebbe stata una buona cosa da fare? Oppure, più probabilmente, il perdono sgorgava da lui naturalmente, perché questo era il suo cuore verso l’umanità? Potremmo protestare: “Ma quello è Gesù! Noi non siamo Gesù!” Vero. Ma che dire di Stefano, che è morto anche lui pregando per il perdono dei suoi assassini?
Mentre lo lapidavano, Stefano pregava: «Signore Gesù,
ricevi il mio spirito». Poi cadde in ginocchio, gridando:
«Signore, non addebitare loro questo peccato!» E morì.
~ l’apostolo Luca in (Atti 7:59-60)
E che dire delle storie che abbiamo della maggior parte dei discepoli originari, che perdonavano i loro nemici, anche mentre erano messi a morte? E che dire delle prime generazioni di cristiani che, essendo perseguitati, sono morti nelle arene romane mentre esprimevano grazia e benedizione verso i loro persecutori?
Nel corso della nostra vita, ci saranno date opportunità di amare ampiamente e coraggiosamente, come Gesù descrive nell’ultima sezione del vangelo di Matteo al capitolo 5. Ci saranno momenti in cui un nemico ci perseguiterà, un coniuge ci tradirà, un amico ci ferisce, un genitore ci abusa, un bambino ci abbandona, uno sconosciuto ci offende, una persona a noi cara ci insulta, un pastore ci delude, una chiesa ci delude – queste sono esperienze che richiedono un forte amore simile a come Gesù amava. In quelle circostanze, potremmo lavorare duramente per fare il calcolo mentale su come vale la pena amare e perdonare (“so che dovrei perdonare gli altri come Cristo mi ha perdonato, quindi è meglio che io mi impegni a farlo”).
Ma non sarebbe ancora meglio se l’amore, la misericordia e la compassione sgorgassero naturalmente e senza sforzo da noi come una sorta di riflesso o istinto? Questo può accadere, quando alleniamo i nostri cuori a vivere in collaborazione con lo Spirito Santo.
Quando ci prendiamo regolarmente il tempo di dare via quello che vogliamo tenere, e non prendere per noi stessi ciò che vogliamo avere, stiamo allenandoci ad amare in modo più istintivo quando arriva l’occasione. Questo è particolarmente vero se uniamo il nostro dare e digiunare con il meditare sul comandamento di Cristo (detta anche REGOLA DI PLATINO):
Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri.
~ GESÙ (Giovanni 13:34-35)
Noi diamo perché Dio ci ha dato così tanto. Digiuniamo ricordando che Gesù non visse per compiacersi di sé stesso, ma ci amò in modo altruistico. Dare e digiunare, quando lo facciamo in modo da formare un legame con Dio (cioè, segretamente) ci allena nell’amore di Cristo.
Ecco la descrizione più dettagliata dell’apostolo Paolo della Regola di Platino di Gesù:
Che cosa c’è di più prezioso dell’incoraggiamento reciproco fra cristiani? Trovate conforto nell’amore di Cristo? Non significa niente per voi il fatto che siamo fratelli nel Signore e che abbiamo lo stesso Spirito?
Se veramente c’è in voi affetto e comprensione, allora fatemi davvero felice amandovi a vicenda e vivendo in perfetto accordo, collaborando insieme uniti da uno stesso sentimento, una stessa anima e uno stesso scopo. Non siate egoisti, non fate niente per far buona impressione agli altri. Siate umili, invece, considerando gli altri migliori di voi.
Non pensate soltanto al vostro interesse, ma preoccupatevi piuttosto di quello degli altri. Il vostro comportamento deve essere quello che ci ha insegnato Gesù Cristo che, benché fosse Dio, non si fece forte dei suoi diritti divini, ma mise da parte la sua straordinaria potenza e la sua gloria, assumendo l’aspetto di un servo e diventando simile agli uomini, tanto da sembrare tale e quale a loro. Egli si abbassò talmente, da ubbidire fino al punto di morire sulla croce come un criminale.
~ L’apostolo Paolo (Filippesi 2:1-8)
Conclusione: (Un ultimo pensiero)
Gesù disse che vivere facendo la volontà del Padre era il suo vero cibo.
Allora Gesù spiegò loro: Il mio cibo è fare
la volontà di Dio che mi ha mandato; e completare la sua opera.
~ GESÙ (Giovanni 4:34).
E poi disse ai suoi discepoli che la vita con Gesù doveva diventare il nostro modo di vivere.
Io sono il pane vivente che è disceso dal cielo;
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno;
e il pane che io darò per la vita del mondo è la mia carne.
~ GESÙ (Giovanni 6:51)
Contemplare: (Passi della Scrittura che si riferiscono e approfondiscono la nostra comprensione di questo argomento)
Genesi 2:25; Giovanni 6:32-59; Galati 1:10
Conversazione: (Parlare insieme, imparare insieme, crescere insieme)
- Cosa ti rivela Dio di sé stesso attraverso questo passo?
- Cosa ti sta mostrando Dio su te stesso attraverso questo passo?
- Qual è stata la tua esperienza con la vergogna? Cosa, se c’è qualcosa, ti ha aiutato a trovare la libertà?
- Che cosa è una cosa che si può pensare, credere o fare in modo diverso alla luce di ciò che si sta imparando?
- Quali domande stai ancora elaborando su questo argomento?
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