La Terza Via: Oltre la Riforma, Verso il Cuore di Gesù

Tutto ebbe inizio nel 1517, quando Martin Lutero sfidò il sistema delle indulgenze a Wittenberg. Fu una rivoluzione necessaria: Lutero riscoprì che siamo “messi a posto” con Dio per fede, non per meriti. Ma la Riforma si fermò a metà. Sotto la protezione dei principi tedeschi, nacquero nuove chiese di stato che somigliavano molto a quelle vecchie: gerarchie rigide, intrecci con la politica e uso della violenza.

In questo clima, un gruppo di giovani studenti — i primi anabattisti — alzò la voce. Dissero ai loro maestri: “Ci avete insegnato a leggere la Bibbia da soli, e leggendola abbiamo visto Gesù. Lui ci insegna un modo di vivere che voi non state seguendo”. Mentre i riformatori gridavano Sola Scriptura (solo la Bibbia), gli anabattisti rispondevano che lo studio del Libro deve portare alla Persona. Gesù stesso aveva avvertito: «Voi investigate le Scritture… ed esse sono quelle che testimoniano di me. Ma voi non volete venire a me per avere la vita» (Giovanni 5:39-40). Gesù è al centro della nostra fede, non la Bibbia.  la Bibbia dice che Gesù è la Parola di Dio. Gesù stesso dice di essere “l’Alfa e l’Omega” (Apocalisse 22:13). Alfa e Omega sono la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco. In altre parole, GESÙ (non la Bibbia) è dalla A alla Z di ciò che Dio ha da dirci. Gesù è l’intero alfabeto di Dio, il modo in cui Dio crea il suo messaggio al mondo. Il messaggio definitivo di Dio per noi non è stato scritto attraverso la carta e l’inchiostro, ma attraverso la carne, il sangue, il carattere e l’insegnamento di Gesù inserito nella storia umana. Infatti, Gesù dice che anche se conosciamo, studiamo e memorizziamo la Bibbia, se non lasciamo che ciò che impariamo ci porti a Gesù, non conosciamo veramente la “parola” di Dio (Giovanni 5:38)!  La Bibbia è la mappa del tesoro che Dio ci ha dato, ma non è il nostro tesoro. La Bibbia è il menu che Dio ci ha dato, ma non è il pasto che Dio ci ha dato. La Bibbia non è tanto un quadro da guardare quanto una finestra attraverso cui guardare Gesù.

1. Una guida per tutti: L’ascolto comune

Per la Terza Via, la verità non è un segreto per pochi esperti o clero titolato. Credono che lo Spirito parli a tutto il corpo della comunità. Quand’anche non rifiutiamo l’aspetto intellettuale della fede, crediamo che Dio attraverso il Suo spirito, può parlare anche ad un illetterato, per cui cerchiamo di vivere quella che è chiamata l’ermeneutica comunitaria. Non serve una laurea affinché lo Spirito Suo possa parlarci; serve un ascolto sincero. Lo Spirito Santo insegna e parla tramite tutto il corpo della chiesa a prescindere del nostro livello di educazione teologica. Ed al di sopra di tutto ci dovrebbe essere sempre l’amore. Se leggere la Bibbia non ci porta ad essere più amorevoli, significa che c’è qualcosa che non va, e dovremmo rivedere il tutto. Questo evita che la fede diventi un insieme di regole fredde (legalismo) o un’opinione isolata (soggettivismo). Come promesso: «dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Matteo 18:20).  I seguaci di Gesù devono essere lettori della Bibbia. Ma Gesù dice che il modo in cui leggiamo la Bibbia è importante quanto la lettura stessa. 

2. Leggere con gli occhiali di Gesù

La Bibbia è un viaggio progressivo. L’Antico Testamento è prezioso, ma contiene leggi che erano “ombre” di ciò che sarebbe venuto. Noi siamo un popolo sotto il Nuovo Patto. L’Antico Testamento è considerato Scrittura anch’esso ma non siamo legati alle sue leggi. L’apostolo Paolo lo spiega bene: «Nessuno dunque vi giudichi per cibi o bevande… queste cose sono ombra di quelle che devono venire; ma il corpo è di Cristo» (Colossesi 2:16-17).  Quando si studia i vangeli e si comprende i principi basilari del sermone della montagna e si cerca di metterli in pratica, allora si sta seguendo Gesù e si diventa Suoi discepoli.  Quando leggiamo la Bibbia con un’ermeneutica cristocentrica, dichiariamo che l’incontro, l’interazione e la conoscenza reale di Gesù sono l’obiettivo ultimo della lettura delle Scritture.  Quando ci rendiamo conto che GESÙ adempie la legge, possiamo leggere tutta la Bibbia senza sentire il peso della condanna morale, ma con l’attesa di tutto ciò che Gesù ha compiuto e ancora compirà. Come leggi da obbedire, l’intero Antico Testamento è finito. Come principi che indicano Gesù e la sua etica dell’amore, tutto l’Antico Testamento dura. La Legge non fa più da mediatrice tra Dio e il suo popolo; c’è un solo Dio e un solo mediatore tra Dio e noi, ed è Gesù (1 Timoteo 2:5). Se amiamo Gesù, avremo a cuore l’intera Bibbia, perché la Bibbia è la finestra attraverso la quale vediamo Gesù più chiaramente. Ma smettiamo di cercare di seguire la Bibbia. Leggiamo la Bibbia, studiamo la Bibbia, discutiamo la Bibbia, facciamo tesoro della Bibbia… per poter seguire Gesù. “Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento.” GESU’ (Matteo 5:17)

Se un comando antico sembra incitare alla violenza, la Terza Via sceglie di seguire lo standard di Gesù, la “luce piena”. Quando un passo sembra oscuro, non ci si arrende: si cercano le parole chiare di Gesù per illuminare il resto. La Parola diventa allora «una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero» (Salmo 119:105).

3. Teologia Organica: Capire vivendo

L’intuizione più forte è che la Bibbia non si capisce con la sola testa, ma vivendola. È la “teologia organica”: se non metti in pratica ciò che leggi, la mente interpreta male. Il momento più importante non è quando apri il Libro, ma quando lo chiudi per uscire nel mondo.  La teologia organica significa una teologia incarnata. Quando gli anabattisti studiavano le Scritture la cosa più importante per loro era l’enfasi sull’applicazione dei principi contenuti nella Bibbia. Si chiedevano in quale modo il loro approfondimento teologico avrebbe cambiato il modo in cui avrebbero vissuto la loro vita il giorno dopo.  Il cuore di tutto è il Sermone della Montagna (Matteo 5-7): amare i nemici, essere onesti, non giudicare. Come disse Gesù: «Se sapete queste cose, siete beati se le fate» (Giovanni 13:17), e Giacomo conferma: «siate facitori della Parola e non soltanto uditori» (Giacomo 1:22).

4. La Parola è una Persona

Per molti anabattisti (come i Fratelli in Cristo), il termine “Parola di Dio” è riservato prima di tutto a Gesù, non al libro. La Bibbia è definita “ispirata” e “utile” (2 Timoteo 3:16-17), ma la perfezione assoluta appartiene a Cristo. I seguaci di Gesù non solo pensavano che Lui comunicasse le parole di Dio ma che fosse la Parola di Dio.  “La parola che divenne carne” (Giovanni 1:4), quindi la Parola di Dio per noi non è un libro chiamato la Bibbia. La Bibbia è un dono ispirato da Dio che ci conduce alla Sua Parola che è Gesù.

Quando leggiamo le Scritture dovremmo sempre chiederci in che modo ciò che leggiamo indichi e ci aiuti a comprendere Gesù.

Questa visione è racchiusa nel racconto della Trasfigurazione (Matteo 17). Pietro, spaventato, voleva costruire tre tende per onorare Gesù, Mosè (la Legge) ed Elia (i profeti). Ma una voce dal cielo lo interruppe: «Questi è il mio amato Figlio… ascoltatelo!» (Matteo 17:5). Quando la nuvola sparì, i discepoli alzarono gli occhi e «non videro alcuno se non Gesù tutto solo» (Matteo 17:8). Mosè ed Elia avevano finito il loro compito: indicare Gesù.

Conclusione: Il sollievo della libertà

Seguire questa via non è un peso, ma una liberazione. Ci toglie il peso di dover “guadagnare” il cielo o seguire tradizioni umane violente. È un invito al riposo: «Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati… il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero» (Matteo 11:28-30).

Mettere Gesù al centro trasforma la Bibbia da un manuale di dottrine a un soffio di vita. Non c’è altro fondamento su cui costruire una vita di pace: «perché nessuno può porre altro fondamento diverso da quello che è stato posto, cioè Gesù Cristo» (1 Corinzi 3:11).